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Storia dell'isola d'Irlanda

Presente e futuro d’Irlanda, brillantissimi, si devono a un passato assai ricco e movimentato, che risale fino al 6000 a.C.

Newgrange

Sapevi che…

…l’Irlanda pare fosse abitata fin dal 6000 a.C., da popolazioni collocabili culturalmente nella media Età della Pietra?  Poi, circa 4000 anni più tardi, tribù provenienti dall’Europa meridionale introdussero una cultura di tipo alto-neolitico. I loro siti più noti e visitati in Irlanda sono le tombe megalitiche Newgrange e Knowth nella Contea di  Meath. Risalenti entrambi al 3200a.C., sono più antichi persino di Stonehenge in Inghilterra e delle Piramidi di Giza in Egitto. 
Statue of St Patrick, Hill of Tara, Meath
…il santo patrono d’Irlanda in realtà non era affatto irlandese? San Patrizio, infatti, era stato fatto prigioniero nella sua terra, la Gran Bretagna, da predoni irlandesi che lo portarono sull’isola e lo costrinsero a lavorare come pastore. Riuscito a scappare e a rientrare in patria, il santo ebbe una visione di Dio che gli indicava di tornare in Irlanda, questa volta come evangelizzatore. A lui si attribuisce oggi il merito di aver diffuso il cristianesimo sull’isola, cosparsa oggi di tracce del suo passaggio. Tra queste forse la più nota è Croagh Patrick [www.croagh-patrick.com] nella Contea di  Mayo, dove il santo si trattenne per 40 giorni nel 441 a.C. Ai giorni nostri i pellegrini continuano, ogni ultima domenica di luglio, a conquistare la montagna a piedi (anche scalzi). La tradizione vuole che le spoglie di San Patrizio riposino accanto alla Downpatrick Cathedral, nella Contea di  Down.
Dublin Castle
…i Vichinghi sferrarono il loro primo attacco all’isola nell’Anno del Signore 795? Nell’873, poi, 60 navi da guerra vichinghe si affacciarono minacciose alla foce del Liffey. Cinque anni più tardi Dublino fu conquistata, ma l’invasore fu infine attaccato e messo in fuga dalla popolazione locale. I Vichinghi tornarono ancora, 17 anni dopo, sotto la guida di Olaf il Bianco e presero definitivamente Dyflinn (che sarebbe divenuta poi Dublino). Dove sorgeva allora il Palazzo Reale ammiriamo oggi il Castello di  Dublino, mentre nei suoi sotterranei si riconoscono ancora parte delle originarie mura difensive. 
Famine Memorial, City Quay, Dublin
…la prima metà del XIX secolo si concluse con anni tragici per l’Irlanda? Il Paese fu colpito dalla Great Famine, terribile carestia provocata da un parassita delle patate che compromise i raccolti per un interminabile periodo di quattro anni, dal 1845 al 1849. Oltre un milione di persone morirono di fame e molte di più divennero preda di malattie gravi come il tifo. Oltre due milioni di disperati scelsero di emigrare all’estero, per lo più negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Canada e Australia. Con il risultato che tra il 1848 e il 1850 oltre 6 milioni di irlandesi abbandonarono la propria terra. Oggi si stima che gli irlandesi fuori dai confini nazionali siano oltre 80 milioni. Per capirne di più sulla carestia visita il  Famine Museum nella Strokestown Estate, nella Contea di  Roscommon; il Cobh Heritage Centre e il Famine Commemoration Centre a Skibbereen, entrambi nella Contea di  Cork.
Group of young people in café, Dublin
…nella moderna Irlanda il fenomeno immigrazione supera quello emigrazione? Questo grazie in parte al boom economico della cosiddetta Tigre Celtica, negli Anni ’90. L’Irlanda del XXI secolo è un Paese completamente nuovo: vibrante, culturalmente vivace e multietnico, che sfoggia un volto giovane e ottimista. Dopotutto, metà della popolazione non è nemmeno trentenne!
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…si contano, sparsi in tutto il mondo, oltre 80 milioni di irlandesi emigrati dalla propria terra?

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