Letteratura
L’Irlanda ha conquistato la propria fiera identità storica quasi più a colpi di penna e calamaio che di spada… E’ l’innata padronanza della parola da parte degli irlandesi ad aver scritto la storia di questo Paese.
Oggi come ieri, sono irlandesi alcune delle penne più brillanti della letteratura mondiale. Basti pensare a James Joyce, forse l’autore irlandese più famoso di tutti i tempi. Il suo capolavoro, l’Ulisse, è stato tradotto in tutto il mondo e in patria viene addirittura celebrato con una grande parata in costume, il Bloomsday Festival, che colora puntualmente ogni anno a giungo il centro di Dublino.
Tornando ai giorni nostri, gli spaccati di vita irlandese tratteggiati dal dublinese Roddy Doyle e da John B Keane, originario del Kerry, hanno fatto il giro del globo. Non minor fama è toccata poi agli autori del Nord. Basti citare firme quali Seamus Heaney, della contea di Londonderry, e Brian Friel di Tyrone.
Non mancano poi su tutta l’isola nemmeno i talenti emergenti, come per esempio Colin Bateman di Bangor e Nick Laird di Cookstown, i cui nomi riecheggiano già insistentemente nel panorama culturale irlandese e le cui opere sono destinate a portare avanti l’eredità letteraria irlandese nel mondo.
La firma irlandese in calce alla storia letteraria mondiale
Già a partire dal XVII secolo, la cultura mondiale ha potuto fregiarsi del pregevole contributo di una serie di brillanti letterati irlandesi. Parliamo naturalmente di Jonathan Swift e Oliver Goldsmith, che aprirono la strada ad altri geni loro connazionali come per esempio Oscar Wilde, Patrick Kavanagh, C S Lewis e Brendan Behan.
Questione di lettere. Anche al pub…
Lo spirito di Joyce, Yeats, Beckett, Wilde e Kavanagh aleggia ancora in ogni pub d’Irlanda, anche il più sperduto, e sull’isola di Smeraldo farsi una pinta in compagnia è da sempre un fatto culturale, in tutti i sensi.
Nei pub e intorno ai pub si è fatto da sempre cultura. Joyce, Behan e Kavanagh hanno fatto del tempo trascorso al pub una forma d’arte, mentre altre penne irlandesi hanno osservato il fenomeno e la sua valenza sociale.
L’arte di narrare
Niente di pedante o accademico però. Non c’è bisogno conoscere a memoria Shaw o Sheridan. Su uno sgabello al bancone o in un divanetto accanto al fuoco, da Dublino fino alle isole Aran, al pub ti rilassi sorseggiando una birra o un Irish coffee mentre accanto a te si discute di filosofia, si raccontano aneddoti, si leggono poesie.
Ogni angolo del Paese trasuda letteratura con musei, biblioteche, monumenti, targhe e iscrizioni. A Belfast, per esempio, in Writers’ Square ecco incisi sotto l’arco i nomi del Nobel Seamus Heaney, di Brian Friel, Louis MacNeice, CS Lewis (autore de Le Cronache di Narnia), John Hewitt e molti altri ancora.
E per chi desidera approfondire, corsi, letture e incontri affollano il calendario in ogni stagione. In estate, poi, ci sono i campus letterari come la celebre John Hewitt Summer School di Belfast, la Seamus Heaney Summer School della Queen’s University o la Merriman School nella contea di Clare.
Treat yourself to some of the most splendid works from the late great Samuel Beckett
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